Pieve della Mitria

 

La Pieve della Mitria è collocata in una posizione che sembra collegare la conca di Nave all'alta Valle del Garza, fino al passo di S. Eusebio. E' posta interamente nel verde e, finora, è stata preservata da qualsiasi contatto con edifici nuovi e diversi.

Nel passato è sempre stata un punto di richiamo, suggestivo e importante, per chi saliva o scendeva dalla valle e, sopra di essa, passava l'antico sentiero che, partendo dalle pendici del colle Cidneo, a Brescia (Porticula Sancti Eusebii, piccola porta di S.Eusebio), saliva verso S.Vito, dove si biforcava: a destra, verso il Monastero di S. Pietro, a sinistra, verso S. Eusebio, in direzione della Valle Sabbia e il Trentino.

Il primo nucleo dell'attuale edificio sorse, qualche decennio dopo il Mille, forse in coincidenza con la cristianizzazione della nostra valle, sui resti di un luogo di culto che doveva trovarsi al centro di un pago romano. Nel sec. XII, nella solitudine del monte Conche, sarebbe vissuto S. Costanzo Eremita.

Il nome Pieve, molto diffuso nel bresciano, indica l'origine di questo tempio come primitiva Chiesa della valle da cui nasceranno, nei secoli, le Parrocchie di Caino, Nave, Muratello e Cortine.

Mitria, invece, può risalire a due diverse origini: la prima legata al copricapo che contraddistingue la dignità episcopale, la seconda, ormai abbandonata, legata alla divinità orientale persiana, il cui culto veniva propagato dai soldati dell'esercito romano.

La chiesa venne ingrandita mediante interventi successivi, il più consistente dei quali risale alla fine XV secolo, allorché il tempio "reedificatum fuit" così che, il 26 marzo del 1501, venne dedicato all'Annunciazione.

Le decorazione pittorica, che ricopre i muri perimetrali e le cappelle, mostra affreschi di ampio respiro narrativo e risale ad epoche diverse, mentre la data più antica che vi si trova segnata è 1446.

Ultima modifica: Ven, 13/11/2015 - 11:40