Eremo di Conche

 

Forse la località più conosciuta e frequentata del nostro territorio. Posta a 1109 metri di altitudine, da dove la vista spazia in ogni direzione, è legata al nome di S. Costanzo eremita e ad un'epoca, l'XI e il XII secolo, in cui, passate le grandi paure delle invasioni barbariche e dell'anno Mille, si moltiplicavano scismi ed eresie, ma si avvertivano anche ansiti di genuina religiosità. Di cui, appunto, fu interprete il soldato Costanzo, proveniente dalla Valcamonica e che, in Conche, lasciò il segno della sua conversione e della sua fede.

Di quel primo edificio, ampiamente rimaneggiato nel ‘400, restano alcune strutture, specie il campanile, una bella torre di pietra del periodo romanico-gotico del XII-XIII secolo.

Le vicende del cenobio lungo i secoli si intrecciano con quelle dell'Ordine degli Umiliati, prima, e del monastero di S. Caterina a Brescia, poi. Fino allo scontro sulle Reliquie del Santo fondatore fra la popolazione di Nave, che le voleva per sé, e il Podestà di Brescia, che ordina di portarle a Brescia. Cosa che avvenne non senza uso della forza ed impiego di soldati.

Le reliquie tornarono a Nave nel 1805, richiesta dall'Amministrazione comunale del tempo ed ora si trovano nella chiesa parrocchiale di S.M.Immacolata.

Nel frattempo, gli immobili di Conche anessi al Santuario passarono in proprietà del Comune di Nave, dopo essere stati per lungo tempo in mano a privati: un gruppo di cittadini li avevano acquistati e donati alla pubblica Amministrazione. Ricevette la donazione il sindaco Giuseppe Fiori, davanti al notaio Barcella, il 30 dicembre 1880.

Con atto successivo il Comune ha concesso l'uso degli immobili alla Diocesi di Brescia e questa alla Parrocchia Maria Immacolata di Nave.

Ultima modifica: Lun, 16/11/2015 - 12:13